VERSO IL RAGGISMO E DINTORNI | mikhail larionov e natalia goncharova

INAUGURAZIONE
12 AGOSTO 2015

MIKHAIL LARIONOV | NATALIA GONCHAROVA

Verso il raggismo e dintorni

A cura di GianCarlo Pagliasso

Prevista la partecipazione di un rappresentante del Consolato Generale della Federazione Russa a Genova
Saluto del Sindaco di Andora Mauro Demichelis e dell’Assessore alla Cultura Maria Teresa Nasi
Introduzione alla mostra del curatore Giancarlo Pagliasso

 

 

FINO AL 18 OTTOBRE 2015

SIAMO APERTI dal giovedì alla domenica 15.00 - 19.00 (invernale) / 19.00 - 23.00 (estivo)

ARTISTI IN MOSTRA

Michail Larionov

Mikhail Fedorovich Larionov è nato a Tiraspol, in Moldavia nel 1881. Vi passa l’infanzia con i nonni, impregnato per sempre dalle bellezze naturali dei paesaggi che lo circondano, bellezza che avrà gran parte nella sua arte. Studia alla Scuola di pittura, scultura ed architettura di Mosca (1898-1910). Con Natalya Goncharova diventa l’amico di Konstantin Korovin, che assume l’incarico di professore nella loro scuola nel 1902. L’insegnamento di Korovin assume da subito un’importanza capitale per il giovane pittore. Nel 1903 Larionov conosce Serge Diaghilev, in occasione di un’esposizione sul lavoro di Charles Rennie MacKintosh; da questo incontro nasceranno un’amicizia personale e delle relazioni professionali strettissime. Fra il 1914 e il 1929 Larionov produrrà dei disegni (costumi, scenografie) per le produzioni teatrali di Diaghilev. Natalya Goncharova e Larionov lavorano insieme, ispirandosi reciprocamente, mantenendo sempre comunque dei percorsi artistici indipendenti. A partire dal 1908 Larionov organizza un gran numero di esposizioni, a cui naturalmente partecipa. E’ presente all’Esposizione Internazionale di Venezia nel 1907 o a quella del Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) a Monaco di Baviera nel 1912. Inspirati dal Futurismo nel 1913, Larionov e Goncharova sviluppano ciò che si può considerare come la prima scuola originale russa di pittura-non oggettiva, il Raggismo. Larionov lavora al suo Manifesto che verrà pubblicato nel 1914. Viene arruolato nell’esercito per la guerra; Larionov penserà in seguito che questa sarà stata fonte di una perdita di creatività nefasta per la sua vita artistica. Continuerà comunque ad offrire il suo contributo alla pittura, alle arti grafiche ed al mondo del teatro. Pubblicherà i suoi scritti ed illustrerà numerose opere. L’artista muore a Parigi nel 1964, solo due anni dopo la scomparsa della Goncharova.

Natalia Goncharova

Figlia di un architetto, Natalia Sergueivna Gontcharova nasce a Nagaievo in Russia nel 1881. Cresce in campagna, accanto alla nonna. Della sua infanzia, manterrà sempre il ricordo della vita rurale e del lavoro dei campi, come un grande interesse per i costumi contadini. Natalia Gontcharova segue studi d’arte alla Scuola di pittura, scultura ed architettura di Mosca dal 1901 al 1909. Qui conosce il pittore Mikhail Larionov, che diventa il suo compagno (si sposeranno nel 1955); il suo nome sarà sempre inseparabile da quello del futuro marito. Dal 1906 al ’12, alla ricerca di forme concrete e di linee semplificate, dipinge delle tele neo-primitiviste. Accosta essenzialmente i temi della vita rurale ed il quadro religioso. A partire dal 1907 partecipa ad associazioni ed importanti esposizioni dell’avanguardia russa, “La Ghirlanda-Stephanos”, “Il Vello d’oro”, “Il Fante di Quadri” (Larionov, Kasimir Malevitch e Vladimir Tatline, 1910), “La coda d’asino”, “Il Bersaglio” ( 1914). Nel ’12 la Gontcharova partecipa con il marito alla seconda esposizione del “Blaue Reiter” (il Cavaliere azzurro) a Monaco. Firma, nel ’13, il manifesto del Raggismo. Queste tele religiose, considerate blasfeme, perché molto colorate e liberamente trattate, vengono censurate. Sempre a partire dal ’12, l’artista dipinge delle opere futuriste e dei quadri raggisti che tendono all’astrazione. La Gontcharova illustra i poeti di questa tendenza, pubblica un portfolio di litografie (“Immagini mistiche della guerra”). L’artista lascia definitivamente la Russia nel ’15 per la Svizzera, poi si stabilisce a Parigi. Fino al ’29 si consacrerà alla creazioni di scenografie e costumi per i balletti russi di Diaghilev, come pure per il testro e l’opera. Partecipa regolarmente al Salone degli Indipendenti ed al Salone d’Autunno a partire dal ’22. Tra gli anni ’26 e ’29 l’artista recupera un gran numero d’opere che le erano state requisite in Russia al momento della sua partenza. All’inizio degli anni 30 Natalia Gontcharova realizza delle illustrazioni per “Le Populaire”, giornale della SFIO. L’artista ritorna in seguito ad una pittura più figurativa, con delle serie di nature morte (Magnolie) e di Spagnole. Con la guerra, la coppia cade nel dimenticatoio e si separa. Nel ’48 Michel Seuphor organizza a Parigi un’esposizione retrospettiva Gontcharova-Larionov. Ai margini dell’ambiente artistico parigino, Natalia Gontcharova si spegne, povera, a Parigi nel 1962.