POLEMOS – il conflitto è padre di tutte le cose

INAUGURAZIONE
27 DICEMBRE 2019

POLEMOS

Il conflitto è padre di tutte le cose

A cura di Christine Enrile

E’ stata inaugurata venerdì 27 dicembre alle ore 18.30 la mostra “POLEMOS – Il Conflitto è padre di tutte le cose” che ha dato il via al palinsesto di eventi programmati a Palazzo Tagliaferro per le Festività Natalizie.

Il percorso espositivo, a dimostrazione di come non sia impossibile il dialogo fra arte antica e contemporanea, si caratterizza per un’importante presenza di dipinti a olio su tela realizzati dal XVI al XVIII sec. insieme ad opere di Agenore Fabbri, di Maurizio Taioli e Osvaldo Moi.

Le sculture, le installazioni e i dipinti selezionati per il progetto provengono da alcune delle più importanti collezioni italiane e, nonostante siano stati realizzati in un arco temporale molto ampio, sono in questo contesto collegati dal fil rouge della riflessione sul tema del conflitto, della guerra, della battaglia sul “Polemos, la guerra, il padre di tutte le cose” di Eraclito, filosofo greco vissuto fra il VI e il V sec. a.C.

La guerra nella concezione di Eraclito assurge a simbolo e regola di tutto ciò che avviene nell’universo e il conflitto, concepito come principio universale e necessario, presiede alla vita di tutte le cose. Queste sono alcune delle questioni su cui hanno riflettuto gli artisti in ogni epoca e luogo.

Il tema presentato in questo contesto è quanto mai attuale e viene esplorato attraverso la visione dell’arte antica e contemporanea in un armonico dialogo che aprirà ai visitatori una profonda riflessione sulla guerra e sul suo contrario, la pace.

Le opere selezionate per Palazzo Tagliaferro sono rappresentative della ricerca sull’argomento declinata da artisti che hanno vissuto in epoche differenti e che hanno sondato attraverso la loro poetica le profonde pulsioni che agitano da sempre l’animo umano.

In mostra saranno presenti:

Opere dei grandi maestri del passato che si cimentarono disegnando e realizzando opere raffiguranti scene belliche quali Matteo Stom (1643-1702) e Jacques Courtois (1621-1676)

Opere provenienti dalla prestigiosa collezione di Volker W. Feierabend Presidente della Fondazione VAF-Stiftung dell’artista Agenore Fabbri (Quarrata 1911 .Savona 1998)

Installazioni e opere degli artisti contemporanei: Maurizio Taioli (Verona, 1959) e
Osvaldo Moi (Silius 1961)

SIAMO APERTI dal giovedì alla domenica 15.00 - 19.00 (invernale) / 19.00 - 23.00 (estivo)

ARTISTI IN MOSTRA

Agenore Fabbri

(Quarrata 1911 .Savona 1998) pittore e scultore toscano, si formatosi tra l’Accademia di Firenze e il celebre caffè “Giubbe Rosse”, luogo di ritrovo di giovani intellettuali tra i quali figurano Eugenio Montale, Carlo Bo e il pittore Ottone Rosai. Ad Albisola, Fabbri si forma alla pratica della ceramica nel piccolo laboratorio La Fiamma dove entra in contatto con Aligi Sassu, Arturo Martini e soprattutto Lucio Fontana con il quale stringe una profonda amicizia destinata a durare tutta una vita. Qui, nel primo dopoguerra, si manifesta con una scultura drammaticamente narrativa. Nel 1948 viene invitato alla Biennale di Venezia dove continuerà ad esporre assiduamente fino ai primi anni Sessanta con due sale personali nel 1952 e nel 1959, così come partecipa a varie edizioni della Quadriennale di Roma a partire dal 1952 e fino al 1973. L’intera opera di Agenore Fabbri è caratterizzata da uno sguardo umano e impegnato sul mondo e sull’essenza dell’uomo che scaturisce dalla sofferenza della Seconda Guerra Mondiale e dagli oscuri e minacciosi scenari dell’armamento nucleare e che si è manifestato in un espressionismo emozionalmente amplificato.

Maurizio Taioli

(Verona, 1959). Si diploma all’Accademia di Belle Arti nel corso di Pittura, con Emilio Vedova. Dalla prima metà degli anni ‘80 frequenta l’ambiente artistico milanese. Dopo una prima esperienza rivolta ad analizzare aspetti propri della pittura, la sua ricerca si orienta ad approfondire le dinamiche intrinseche alla simbologia politica/religiosa. Il linguaggio è sintetico, la pittura si appiattisce fino a perdere qualsiasi connotato intimistico, facendo in modo che il ‘simbolo” sia l’unico protagonista, e strumento con il quale gestire la dialettica interna all’opera. Nei lavori recenti sono affrontate tematiche più dichiaratamente sociali come la giustizia, i luoghi della politica, la guerra, il paesaggio ‘contemporaneo. La peculiare forma espressiva utilizzata dall’artista – le sagome-scultura da lui ideate - sarà visibile all’interno degli spazi di Palazzo Tagliaferro e condurrà lo spettatore a scontrarsi con una tematica di dominante attualità: la violenza umana, analizzata sia da un punto di vista sociale che ontologico.

Osvaldo Moi

(Silius 1961) Scultore da sempre, Osvaldo Moi sin dalla sua infanzia ha sempre manifestato una propensione alla scultura, con un semplice coltellino e in seguito con l’innovativo temperalapis, si cimentava sin dalle scuole elementari nella creazione di matite dalle forme più stravaganti lontano dagli sguardi delle maestre. Il suo stile sobrio ed originale, che privilegia curve essenziali e amore per il dettaglio si evince in ogni sua opera. Cavaliere dell’Ordine San Lazzaro e Mauriziano. Sottufficiale e pilota di elicotteri dell’esercito italiano dal 1980. Nel dicembre 88, presente in Libano come Pilota di Elicotteri per l’ONU (Unifil), viene inviato a New York alle Nazioni Unite quale rappresentante dei Caschi Blu per ricevere il premio Nobel della Pace. Ha partecipato alla missione UNIFIL Uno (1987-88-89) e Due “Leonte” (2007 – 2008) per 17 mesi nel Sud del Libano a Naqoura con l’ONU, ha volato con gli elicotteri dell’EI in Israele, Grecia, Turchia, in Ungheria, Norvegia, con la NATO, dal 1997 al 2012 ha trascorso 36 mesi in Bosnia a Sarajevo con la SFOR e l’EUFOR sempre come pilota di elicotteri AB205. Nei 32 anni di servizio, quando non era all’estero o in missione, ha sempre dedicato il suo tempo libero alla continua sfida con se stesso; di lui dicono che è un raffinato, ironico e geniale.

Matteo Stom

(Val Gardena o Venezia 1643 - Verona 1702) Pittore di paesaggi e di battaglie è stato influenzato da Jacques Courtois  e Salvator Rosa. Stom è uno specialista del genere iconografico, artista affermato in vita, si esprime con un dipingere rude quasi istintivo che si caratterizza per composizioni affollate e un acceso cromatismo.

Jacques Courtois

(Saint-Hyppolite febbraio 1621 – Roma, 14 novembre 1676) detto il Borgognone delle Battaglie proveniva dal Contato di Borgogna detto Franche-Comté Gli anni passati al servizio dell'esercito spagnolo lo spinsero a specializzarsi nel genere delle battaglie, divenendo celebre per il suo modo di esprimersi e di colorire “sorprendentemente vero”. Gian Lorenzo Bernini di lui disse: “Tra i pittori di quel tempo in Europa nessuno ha eguagliato Courtois nell’espressione grafica dell’orrore della battaglia”