dal 28 dicembre 2025 al 29 marzo 2026
Ogni civiltà, in ogni tempo, ha creato racconti per spiegare ciò che non comprendeva, per dare forma all’ignoto e per custodire la memoria di ciò che rischiava di andare perduto. Il mito, la leggenda, la narrazione non sono semplici residui del passato, ma strumenti attraverso cui l’essere umano ha sempre cercato di orientarsi nel mondo, di interrogare il reale e di immaginare ciò che non è immediatamente visibile.
“Là dove nascono i racconti” è una mostra tematica che indaga questo spazio originario: il luogo in cui il racconto prende forma come atto di conoscenza, come bisogno universale di connessione tra esperienza, memoria e immaginazione.
Il percorso espositivo riunisce artisti provenienti da nazioni e contesti culturali differenti, accomunati da un’unica tensione: esplorare il mito non come evasione, ma come indagine. Attraverso linguaggi diversi — fotografia, illustrazione, archivio — le opere in mostra mettono in dialogo passato e presente, realtà e immaginario, visibile e invisibile. Il mito diventa coosì un vero e proprio dispositivo filosofico, un mezzo per contemplare l’inenarrabile e rinnovare quello stupore quella meraviglia che, fin dai tempi di Aristotele, è all’origine della conoscenza.
L’idea della mostra è proprio quella di mettere in dialogo tre approcci diversi — Europa, Africa, Asia — che tuttavia compongono un’unica costellazione narrativa:
• per Ibrahima Thiam, la leggenda è un’eredità identitaria;
• per Shinwook Kim, è un fenomeno culturale che si rinnova nel presente;
• per Francesco Bongiorni , è una chiave di lettura filosofica, un luogo di meraviglia e interrogazione.
Le sale accompagnano il visitatore in un attraversamento che va dalla leggenda come fenomeno culturale contemporaneo, alla memoria come costruzione identitaria, fino al mito come dispositivo filosofico. Ogni opera diventa così una soglia: un punto di accesso a narrazioni che non offrono risposte definitive, ma aprono domande condivise.
Nelle illustrazioni filosofiche di Francesco Bongiorni, nelle memorie stratificate di Ibrahima Thiam, nelle apparizioni mitiche fotografate da Shinwook Kim, il racconto diventa un ponte tra “Là dove nascono i racconti” riunisce per la prima volta tre artisti provenienti da tre continenti, tre linguaggi, tre immaginari distanti eppure sorprendentemente vicini.
Ciò che li accomuna non è il mezzo – illustrazione, fotografia, archivio – ma un’intenzione più profonda: interrogare ciò che sfugge, ridare voce all’invisibile, ascoltare le leggende che continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo.