INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “HOW TO INTEND THE (F)LIGHT ON THE LANDSCAPE” DI MAURIZIO BARBERIS – Palazzo Tagliaferro

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “HOW TO INTEND THE (F)LIGHT ON THE LANDSCAPE” DI MAURIZIO BARBERIS

MAURIZIO BARBERIS
HOW TO INTEND THE (F)LIGHT ON THE LANDSCAPE

A cura di Christine Enrile

OPENING: SABATO 16 APRILE
DALLE 18.00 APERTURA MOSTRA E INCONTRO CON L’ARTISTA

INTRODUZIONE ALLA MOSTRA DELLA CURATRICE ALLA PRESENZA DEL SINDACO DEL COMUNE DI ANDORA MAURO DEMICHELIS E DELL’ASSESSORE ALLA CULTURA MARIA TERESA NASI

 

mostra visitabile fino al 3 luglio 2022 da giovedì a domenica ore 15,00 – 19,00
fino al 19 giugno da giovedì a domenica ore 19.00 – 23.00 dal 23 giugno

Andora- Sarà la mostra “How to intend the (f)Light on the Landscape” di Maurizio Barberis a proseguire la programmazione espositiva del Contemporary Culture Center di Palazzo Tagliaferro. L’inaugurazione è prevista il 16 aprile alle ore 18.00 alla presenza delle Autorità, dell’artista e della curatrice. La rassegna, promossa dal Comune di Andora, che prevede oltre 78 opere dedicate alla Forma del Paesaggio inteso come luogo dello spirito sarà visitabile fino al 3 luglio 2022. I dipinti, le fotografie, le sculture e le installazioni, configurano un iter espositivo articolato attraverso isole concettualmente collegate che attualizzerà un percorso visionario e fantastico. Maurizio Barberis è un artista ma sopratutto un intellettuale, architetto di formazione negli ultimi anni ha affinato la sua ricerca poetica dedicandosi a esplorare attraverso la fotografia, la pittura e le arti plastiche le tangenze tra mondo sensibile, le forme, mondo della percezione primaria, il sogno, mondo delle affermazioni simboliche, il mito. Gli ultimi episodi del lavoro artistico di Maurizio Barberis accentuano la relazione con il pensiero alchemico, laddove l’alchimia funziona come catalizzatore della materia dell’arte, sia intesa come la materia ‘fotografica’, dotata di una sua autonomia inconscia, che emerge nella relazione con la psiche dell’autore, sia nella dimensione temporale, considerata come una vera e propria ‘materia plasmabile’. Così avviene nella scultura e nel disegno, che trovano nella fotografia, l’arte dell’istante per eccellenza, una improbabile variante diacronica per rimettere in discussione la successione standardizzata degli attimi temporali. Analogamente, nelle sale espositive di Palazzo Tagliaferro, il percorso alchemico trasfigura l’idea di Paesaggio, sala dopo sala, attraverso la sua riduzione a simbolo, ad Imago di un mondo spirituale sotteso ad un itinerario di trasformazione che libera le istanze più performanti dello spirito umano: un’immagine intesa qui come luogo dell’essere. La Forma/Paesaggio si ricompone così attraverso grandi tele di luoghi immaginati, disegni con figure, piccole sculture in terracotta, che costituiscono il personale corollario dell’inconscio mitologico dell’artista milanese. Fotografie in grande e medio formato che elaborano un passaggio analogico trasformato in iper-realtà digitale, attraverso una memoria vissuta non più come somma logica di frammenti spazio/temporali, ma come un continuo assoluto privo di confini.

Maurizio Barberis Nasce a Milano e si forma a Venezia, dove vive per sei anni, laureandosi in architettura presso lo IUAV con il massimo dei voti. Dopo la laurea in architettura e un master a Urbino in urbanistica, sotto la guida di Giancarlo de Carlo, sceglie la strada dell’arte, cui affianca un’intensa attività didattica e pedagogica nell’ambito della Teoria del Colore e della Teoria della Forma presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. In quel periodo pubblica, oltre a numerosi saggi scientifici, un saggio filosofico su queste tematiche, “Teorie del Colore, frammenti per un’analisi fenomenologica”. Da sempre orienta la sua ricerca verso la consapevolezza delle relatività della coppia spazio-tempo. In quegli stessi anni viene chiamato a Venezia dal direttore di Palazzo Fortuny che gli affida l’incarico di organizzare un seminario di studi dedicato all’ “Utilità dell’Arte”, un workshop dedicato al progetto della luce, la curatela di una sezione (La luce di Fortuny) della mostra dedicata al cinquantenario della morte del grande artista spagnolo, nonché il progetto di allestimento della mostra stessa. Contemporaneamente lavora con Philippe Daverio alla fondazione di una Scuola Superiore per le Arti Applicate presso l’ex istituto Marchiondi (assessorati all’Educazione e alla Cultura del Comune di Milano). Cura inoltre in quegli anni i seguenti seminari di studio: ‘Le nuove sinestesie’ con Giovanni Anceschi, Sala del Grechetto, Palazzo Sormani, Milano 1986, ’Le superfici del design’ Triennale di Milano, con Camera di Commercio e Fondazione Ratti, 1990, ‘Le culture dell’abitare’ Palazzo della Triennale di Milano, 1992, ‘Telemico e telematico’, Palazzo Fortuny, Venezia 1992, ‘Camere con vista’ Abitare il Tempo, Fiera di Verona, 1993, ‘La qualità dell’Abitare’ Casa della Cultura, Milano 1994, ‘Arte come me- stiere’, Accademia di Belle Arti, Bergamo, 1994, ‘Il caso Marchiondi’, Milano 1994, ‘La fondazione di un Centro Studi e Formazione per le Arti Applicate all’Industria’, Palazzo Reale, Milano, 12-16 Giugno 1995, ‘Enti e Fondazioni Europee per lo sviluppo e la promozione delle arti applicate all’industria’, Palazzo Reale, Milano, 1995, ‘La pittura e la memoria’ ciclo di incontri seminariali, Palazzo Reale, Milano, novembre 1996 – gennaio 1997, L’utilità dell’arte’, Palazzo Fortuny, Venezia, 1997. Risale a quegli anni l’incontro con il grande collezionista e connoisseur d’arte tedesco Franz Armin Morat, che gli offre l’occasione di esporre nella sede della sua Fondazione Morat a Friburgo una serie di opere di grandi dimensioni dedicate al rapporto tra paesaggio e orizzonte. Da questa esperienza, che conclude la prima fase del suo lavoro artistico, nasce la decisione di dedicarsi per un periodo alla ricerca dei limiti espressivi della rappresentazione, centrando sulla fotografia il principale media di esperienza autoriale. Per alcuni anni si dedica al lavoro fotografico, scegliendo l’eteronimo Henry Thoreau, collaborando con ad alcune prestigiose testate europee, la principale AD France, e con alcuni magazine italiani quali IO Donna, Marie Claire Maison e Interni Magazine. Pubblica alcuni volumi fotografici, “Casa Italiana” con Rizzoli NY, “Living Today” con Electa, “Interior Italia” con Mondadori Arte e “Murano, Behind the Glass” Damiani Edition. Nel 2012 riceve un Premio per la migliore Fotografia della Biennale Architettura di Venezia. Attualmente collabora con le pagine di arte contemporanea per la rivista Interni. E’ tra i Founder di HoperAperta, piattaforma culturale dedicata all’incontro tra le Arti

 

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