“L’animale ci guarda.
E noi siamo nudi davanti a lui.”
Jacques Derrida
IL REGNO SILENZIOSO
Quando gli animali tornano a guardarci
Vis à Vis – Michele Liparesi – Andrea Carlo Pedrazzini
Nel suo libro L’animale che dunque sono, il filosofo Jacques Derrida racconta un episodio apparentemente banale: un giorno, trovandosi nudo davanti al suo gatto, si accorge improvvisamente di essere osservato. Questo semplice scambio di sguardi mette in crisi una delle convinzioni più profonde della cultura occidentale: l’idea che l’uomo occupi una posizione separata e superiore rispetto al resto del mondo vivente.
In quel momento, scrive Derrida, l’essere umano non è più soltanto colui che guarda e definisce l’animale, ma diventa a sua volta oggetto dello sguardo animale.
Per secoli la filosofia ha parlato degli animali come di un’unica categoria indistinta — “l’animale” — riducendo una molteplicità di forme di vita a una presenza muta, priva di linguaggio e di soggettività. In questo modo il mondo animale è stato progressivamente relegato a ciò che potremmo definire un regno silenzioso: un universo che esiste accanto all’uomo ma che raramente viene ascoltato.
Eppure, come ricorda lo scrittore e critico John Berger nel celebre saggio Perché guardiamo gli animali?, gli animali hanno occupato per millenni il centro dell’immaginario umano. Prima ancora di diventare oggetti di studio scientifico o presenze domestiche, sono stati simboli, presenze mitiche, intermediari tra l’uomo e il mistero del mondo. Attraverso di loro l’essere umano ha imparato a riconoscere se stesso, a definire i confini tra natura e cultura, tra istinto e coscienza.
Con la modernità questo rapporto si è progressivamente trasformato. Gli animali sono sempre più presenti nelle immagini, nei racconti e nei simboli della cultura contemporanea, ma sempre meno nella nostra esperienza diretta. Il loro mondo sembra essersi ritirato ai margini del nostro orizzonte quotidiano, sopravvivendo soprattutto nelle rappresentazioni, nei ricordi e nelle narrazioni.
La mostra Il Regno Silenzioso nasce da questa tensione. Le opere di Michele Liparesi e Andrea Carlo Pedrazzini riportano l’attenzione su quel territorio di confine in cui l’uomo incontra nuovamente l’animale, non come semplice oggetto di osservazione ma come presenza capace di interrogare il nostro sguardo.
Le sculture leggere e quasi immateriali di Liparesi restituiscono agli animali una dimensione di apparizione, sospesa tra presenza e assenza, tra corpo e ombra. I disegni di Pedrazzini, al contrario, costruiscono un universo iconografico in cui la figura animale diventa simbolo, racconto e memoria.
In questo dialogo tra materia e immagine, tra presenza e rappresentazione, gli animali tornano ad abitare lo spazio dell’arte come figure capaci di riattivare un’antica relazione. Non siamo più soltanto noi a osservare loro: sono gli animali, ancora una volta, a guardarci, ricordandoci che il nostro modo di vedere il mondo non è l’unico possibile.