il regno silenzioso (quando gli animali tornano a guardarci) | MICHELE LIPARESI, ANDREA CARLO PEDRAZZINI

INAUGURAZIONE
4 aprile Ore 11:30

Il regno silenzioso (quando gli animali tornano a guardarci)

Michele Liparesi | Andrea Carlo Pedrazzini

A cura di Christine Enrile

“L’animale ci guarda.

E noi siamo nudi davanti a lui.”

Jacques Derrida

IL REGNO SILENZIOSO
Quando gli animali tornano a guardarci

Vis à Vis  – Michele Liparesi  – Andrea Carlo Pedrazzini

Nel suo libro L’animale che dunque sono, il filosofo Jacques Derrida racconta un episodio apparentemente banale: un giorno, trovandosi nudo davanti al suo gatto, si accorge improvvisamente di essere osservato. Questo semplice scambio di sguardi mette in crisi una delle convinzioni più profonde della cultura occidentale: l’idea che l’uomo occupi una posizione separata e superiore rispetto al resto del mondo vivente.
In quel momento, scrive Derrida, l’essere umano non è più soltanto colui che guarda e definisce l’animale, ma diventa a sua volta oggetto dello sguardo animale.

Per secoli la filosofia ha parlato degli animali come di un’unica categoria indistinta — “l’animale” — riducendo una molteplicità di forme di vita a una presenza muta, priva di linguaggio e di soggettività. In questo modo il mondo animale è stato progressivamente relegato a ciò che potremmo definire un regno silenzioso: un universo che esiste accanto all’uomo ma che raramente viene ascoltato.

Eppure, come ricorda lo scrittore e critico John Berger nel celebre saggio Perché guardiamo gli animali?, gli animali hanno occupato per millenni il centro dell’immaginario umano. Prima ancora di diventare oggetti di studio scientifico o presenze domestiche, sono stati simboli, presenze mitiche, intermediari tra l’uomo e il mistero del mondo. Attraverso di loro l’essere umano ha imparato a riconoscere se stesso, a definire i confini tra natura e cultura, tra istinto e coscienza.

Con la modernità questo rapporto si è progressivamente trasformato. Gli animali sono sempre più presenti nelle immagini, nei racconti e nei simboli della cultura contemporanea, ma sempre meno nella nostra esperienza diretta. Il loro mondo sembra essersi ritirato ai margini del nostro orizzonte quotidiano, sopravvivendo soprattutto nelle rappresentazioni, nei ricordi e nelle narrazioni.

La mostra Il Regno Silenzioso nasce da questa tensione. Le opere di Michele Liparesi e Andrea Carlo Pedrazzini riportano l’attenzione su quel territorio di confine in cui l’uomo incontra nuovamente l’animale, non come semplice oggetto di osservazione ma come presenza capace di interrogare il nostro sguardo.

Le sculture leggere e quasi immateriali di Liparesi restituiscono agli animali una dimensione di apparizione, sospesa tra presenza e assenza, tra corpo e ombra. I disegni di Pedrazzini, al contrario, costruiscono un universo iconografico in cui la figura animale diventa simbolo, racconto e memoria.

In questo dialogo tra materia e immagine, tra presenza e rappresentazione, gli animali tornano ad abitare lo spazio dell’arte come figure capaci di riattivare un’antica relazione. Non siamo più soltanto noi a osservare loro: sono gli animali, ancora una volta, a guardarci, ricordandoci che il nostro modo di vedere il mondo non è l’unico possibile.

Fino al 28 Giugno

SIAMO APERTI dal giovedì alla domenica 15.00 - 18.00 (invernale) / 19.00 - 22.00 (estivo)

ARTISTI IN MOSTRA

Michele Liparesi

Michele Liparesi nasce a Bologna l'1 agosto del 1986. Dopo il diploma al Liceo Artistico Arcangeli e la laurea in Arti Visive indirizzo scultura presso l'Accademia di Belle di Arti di Bologna, nel 2012 vince il primo premio al “Right Brain in a White Box” di Artitude, al Fuori Salone di Milano. Nel 2015, si laurea una seconda volta in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi indirizzo scultura, presso l' Accademia di Belle Arti di Firenze. L'artista si concentra sul rapporto tra ambiente e tempo e sulla fragilità della nostra percezione di entrambi, realizzando sculture con reti metalliche riciclate e riutilizzate, che proiettano l'osservatore verso uno spazio sconosciuto, creando sulle pareti proiezioni inaspettate di ombra e di luce. Grazie alla rete metallica, la forma dell’oggetto viene descritta nella sua totalità, come passaggio successivo al cubismo, potendo vedere l’opera “dentro e attraverso”.

Andrea Carlo Pedrazzini

Andrea C. Pedrazzini (1958) vive e lavora a Milano. Durante gli studi universitari di estetica e critica d’arte, inizia a lavorare come illustratore. Da subito si orienta verso l’illustrazione editoriale e di qualità, specialmente da quando inizia la collaborazione con Gianni Sassi, direttore di Nuova Intrapresa, che oltre alle famose edizioni musicali della Cramps, curava l’edizione di Alfabeta e La Gola. Ha disegnato principalmente per il Sole 24 Ore e l’Unità, con lunghe collaborazioni, ma suoi disegni sono apparsi anche su Esquire, Millionaire, la Stampa, su numerose pubblicazioni Coop e Slofood, e su vari quotidiani stranieri. Ha collaborato con la rivista di letteratura d’avanguardia Baldus e con l’Autre Journal di Parigi. Ha insegnato Semiologia delle Immagini presso l’Istituto Europeo del Design e Illustrazione e Tratteggio presso l’istituto Arte Design Tecnica. Tra il 1998 e il 2002 ha formato, insieme a Umberto Parenti, il sodalizio artistico delle Buioproduzioni, esponendo in varie manifestazioni e gallerie italiane. Contemporaneamente all’attività di illustratore editoriale, a partire dal 2000 lavora al De Bestiarum Naturis, una grande opera artistico-letteraria in 999 capitoli, che prevede non solo migliaia di disegni ma numerosi testi, pubblicazioni editoriale e piccole produzioni multimediali. Disegna da anni le copertine della rivista europea di letteratura SUD; ha disegnato copertine di dischi d’avanguardia e lavora spesso per tipi della casa editrice Exòrma. Dal 2023 collabora, con disegni e articoli, alla rivista di cultura underground Re Nudo. Nel settembre 2023 partecipa con una sua opera al Compleanno Patafisico presso la Stecca 3 a Milano e, nel 2024, viene nominato Uditore Enfiteuta dal Collage de Pataphisique e dall’Ordine della Grande Giduglia. Partecipa ad altre manifestazioni patafisiche in Italia, per esempio Sanremo Patafisica. Nel 2024, partecipa alla XX uscita della prestigiosa rivista-contenitore BAU con una sua opera in 120 copie differenti. Nel 2024 due mostre importanti – una a Pesaro, grazie a Casa Bucci, e l’altra a Siena, grazie all’Accademia Chigiana - sono state organizzate intorno alle opere del De Bestiarum Naturis. Sta preparando le illustrazioni per due volumi di racconti di autori contemporanei e, per il 2025, una mostra del Gran Bestiario a Ivrea.