9 Agosto 2018

NAKIS PANAYOTIDIS – ELEGIE DIPINTE

L’evento espositivo italiano è particolarmente significativo, perché segna un punto di svolta di un artista formatosi nella mitica Torino degli anni Settanta, nel clima dell’ormai storica Arte Povera celantiana, cresciuto in ambito internazionale, con una sua cifra estetico-minimal-concettuale, in cui il rapporto tra l’immagine fotografica in bianco e nero, l’intervento pittorico e la luce al neon, interagiscono emotivamente e percettivamente. Nakis Panayotidis dà forma visibile ora a un ricordo d’infanzia, ora all’impatto emotivo di fronte alla figura di un Maestro. Le sue opere muovono da un atelier del Nord elvetico, da cui virtualmente, nelle quotidiane ore di lavoro dell’artista, partono navi per l’Oceano aperto, si alzano i venti, si scatenano le tempeste, gli fanno visita, come nella Passeggiata di Robert Walser, i più amati fantasmi della Storia dell’Arte, per approdare sulle rive della contrada marinara di Andora.