Un cronista di nera formidabile, sempre in trincea nei bassifondi della metropoli, che conosce gli abissi della violenza, del degrado, del delitto.
Massimo Lugli, finalista al Premio Strega nel 2009, ha la capacità di trasformare la cronaca nera in grande narrativa. Con uno stile diretto, crudo e cinematografico, in “La banda dell’arancia meccanica” (ed. Newton Compton) racconta una storia vera che ha sconvolto la Capitale, restituendoci il volto più oscuro della città.
Colpiscono nei quartieri più esclusivi di Roma, dove la gente si sente più al sicuro. All’inizio degli anni Ottanta il salto di qualità: le ville e gli appartamenti di lusso diventano teatri dell’orrore, devastati e saccheggiati dopo aver terrorizzato gli abitanti. Tra il 1979 e il 1983 le forze dell’ordine inseguono invano la banda, che sembra avere la misteriosa capacità di anticiparne le mosse. Ci vorranno oltre 700 rapine e un bottino da 15 miliardi di lire prima che la gang, capitanata da un ex poliziotto, finisca in manette.
Massimo Lugli è stato giornalista del quotidiano romano Paese Sera dal 1975 e dal 1985 di Repubblica, dove si è occupato per quarant’anni di cronaca nera come inviato speciale. Per Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, L’istinto del Lupo (finalista al Premio Strega), Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale, la trilogia Stazione omicidi e Il giallo Pasolini; con Antonio Del Greco ha scritto, tra gli altri, Il Canaro della Magliana e Il giallo di via Poma.
Anfiteatro dei Giardini di Palazzo Tagliaferro, ore 21.30. Ingresso libero.